venerdì 28 settembre 2012

CHE SCHISCIA: INVOLTINI DI PROSCIUTTO


INGREDIENTI
Mozzarella
Prosciutto cotto (preferibile a fette belle spesse)
Pangrattato
Burro

PREPARAZIONE
Taglia la mozzarella a fettine e mettila sulla fetta di prosciutto cotto ben stesa. (Se la fetta è molto grande puoi anche dividerla in due)
Arrotola quindi il prosciutto sulla mozzarella in modo da ottenere un involtino e premi leggermente per farlo rimanere ben chiuso.
Impana l'involtino nel pangrattato.
Fai sciogliere il burro in una padella e metti poi gli involtini a rosolare finché non saranno belli dorati e la mozzarella ben sciolta.
(Gli involtini si mantengono bene in frigo e basta dargli una scaldata nel microonde per gustarli come appena fatti!)

lunedì 24 settembre 2012

CAFÉ MIDI


DOVE: Via San Gregorio, 17 – mm Lima/Porta Venezia

QUANTO: da 7 euro

PER: pause pranzo grigie

DA PROVARE: vedete voi

Il Cafè Midi ha aperto da poco e noi era da un po’ che ci ripromettevamo di provarlo. Il nome un po’ low profile doveva suggerirci di starne alla larga, ma l’atmosfera e la vicinanza ci hanno attirato come nemmeno un gatto grosso avrebbe saputo fare.

Il locale è arredato con cura e secondo l’ultima tendenza, ovvero le cinquanta sfumature di grigio. Infatti le pareti, i tavoli, le posate, i mobili sono tutti grigi o d’acciaio, e questo ovviamente influirà sul tono della vostra pausa pranzo. Dopo aver mangiato qui arriverete a credere che il nostro Dante – al liceo mi hanno insegnato a rapportarmi in modo confidenziale con i classici – si sia ispirato a questo posto mentre scriveva “lasciate ogni speranza, voi ch'entrate!”. Sarà perché i panini costano in media 7 euro, così anche le insalate, e la misera bottiglietta d’acqua da mezzo litro, in plastica, ben 1,50, o forse perché la scelta è ridottissima e la lavagna con il menu del giorno vuota.
Insomma appena seduti vi renderete conto che il vostro appetito non sarà saziato – nemmeno dalle due San Carlo che ingurgiterete in attesa del vostro panino – che spenderete più di quanto avevate previsto e che il pomeriggio non passerà indolore come vi eravate prefissati.
Di positivo c’è che la consapevolezza della tristezza che vi sta investendo, complice anche la fine dell’estate, vi inietterà un’insperata voglia di tornare alla vostra postazione computer, di bere il consueto caffè della macchinetta, di toccare la vostra mug e di circondarvi dalla vostra Pilot di fiducia, insomma di stare nel vostro piccolo mondo di affetti d’ufficio.

Il menu consta di 5 versioni di insalate (vegetariana, caesar, creola, nizza e corolla) e 8 panini, tra cui il club sandwich (che però non è tagliato e agghindato a dovere!) e il croque monsieur (una specialità francese qui però rivista o forse svista visto che assomigliava a un banalissimo toast con l’aggiunta di besciamella all’interno), ovviamente però potete fare variazioni e combo a vostro piacimento. Non sempre però è saggio. Per esempio, quando ho deciso di cambiare la crema di melanzane del panino Catherine (crudo, pomodori, rucola e crema di melanzane per l’appunto) con un paté d’olive non sapevo che stavo cercando di minare al mio umore e al mio stomaco. Il cuoco, un ragazzo dall'accento francese con tanta buona volontà, gentilezza e anche incoscienza probabilmente, non sapeva che nel patè (confezionato) oltre alle olive troneggiassero le acciughe e nemmeno la mia baguette che altrimenti avrebbe opposto strenua resistenza. E così mi sono mangiata un panino gommoso con acciughe (che di mio schifo) e prosciutto crudo, fuori luogo come un congiuntivo ad Amici di Maria De Filippi.
I panini sono accompagnati da due fettine di pomodoro, tre foglie d’insalata e chicchi di mais che avrete l’occasione di condire con un pelo d’olio (questa volta non è una metafora!), mettete in conto che dovrete aspettarli, perché in tutto il locale c’è solo una piccola piastra. Alla cassa potrete pagare con i buoni e i due ragazzi si prodigheranno in sorrisi e scuse per il mio panino sperimentale. Mi dispiace dirlo ma non sarà uno sconto a concedergli un secondo appuntamento e a farmi passare la nostalgia per il caro vecchio buon Judo che un giorno dimorava qui.

Amici del Café Midi, non demordete. Inventatevi qualcosa, un piattino del giorno, qualcosa di caldo, qualcosa di buono, un dolce, insomma fate voi. Siete giovani, allontanate la tristezza.

venerdì 21 settembre 2012

CHE SCHISCIA: POLPETTE ALLA MENTA


INGREDIENTI
Carne trita (io ho usato il manzo)
Parmigiano
Uova
Menta


PREPARAZIONE
In una ciotola unisci la carne trita, il parmigiano grattugiato, le uova, e la menta tagliata fine. (Puoi aggiungere all'impasto anche della mollica di pane inumidita nel latte se vuoi rendere più morbide le polpette.)
Amalgama il tutto con le mani finché non ottieni un impasto compatto ed omogeneo.
A questo punto fai delle palline e passale nel pangrattato. (Volendo puoi mettere della menta anche nel pangrattato.)
Mettile a friggere nell'olio caldo finché non diventano scure.
Le puoi mangiare sia fredde che calde!

mercoledì 19 settembre 2012

SHALIMAR INDIAN TAKE AWAY & SWEET HOUSE


DOVE: Piazza S. Nazaro (MM Missori, MM Crocetta)

QUANTO: piatto unico 6 euro, per sfamarsi una decina

PER: universitari, una volta tanto 

DA PROVARE: Riso e pisello

Da Shalimar noi ci si andava da pischelli, e lo si chiamava semplicemente l'Indiano. Primo perché l'insegna sopra l'ingresso indicava (e ancora lo fa, gloriosamente rosso su giallo) un generico Indian, secondo perché ai tempi, considerata soprattutto l'accentuata povertà, ci si nutriva prevalentemente al Bar Santo Stefano, che alla ridicola cifra di 3 euro offriva panino con nome di calciatore (a me piaceva molto il Bobo), bibita e caffè. Era il 2003, noi eravamo matricole, e tendenzialmente non si stava troppo male. Le pause pranzo potevano durare tutto il pomeriggio, si parlava di massimi sistemi con alcuna competenza e si progettavano cose incredibili, che ai tempi sembravano realizzabilissime. Certo che la vita è bastarda. 

Shalimar è ancora lì, a pochi passi dalla Statale. Basta percorrere tutta Festa del Perdono, prendere un vicoletto e sbucare in piazza S. Nazaro, che dà su Corso di Porta Romana. È una piazzetta carina, munita di chiesa+zingara. Shalimar è l'unica vera attrazione del luogo, insieme all'edicola, per cui non temete, entrateci, perché nelle immediate vicinanze non troverete molto altro. Se volete sedervi, può essere che vi capiterà, ma essendoci solo tre sgabelli e un tavolo, be ecco, dovreste essere particolarmente fortunati. Non a caso Shalimar è anche take away, e saranno molto felici di prepararvi una porzione di qualunque cosa e dirvi arrivederci. Potrete consumare il vostro pranzo su una panchina, oppure in uno dei chiostri dell'Università, che sono bellissimi e vi permetteranno di rivivere l'ansia di dover dare l'esame di latino.

Shalimar offre una serie di piatti ovviamente indiani, abbastanza economici. Alcuni sono squisiti, altri meno, ma dipende dalle giornate. Per esempio, con le verdure vanno forte: ordinate una porzione di Punjabi Bartha (melanzane, cipolla, curcuma) e una di Daal Makhani (lenticchie nere, pomodori, cipolla, coriandolo, curcuma) e accompagnatele con un buon Cheese Naan, non ve ne pentirete e vi sazierà. Se invece vi va qualcosa di più importante, potete concedervi un classico Pollo Tandori o Tikka (sono discreti, ma ne ho assaggiati di migliori), oppure un agnello al curry con un po' di riso (idem). Ecco, il riso: ricordo come fosse ieri un riso e piselli in una grande vasca con un pisello ogni chilo di riso. Da qui venne ribattezzato riso e pisello e chi lo trovava si sentiva felice, come quando nelle confezioni di tre ovetti Kinder con le Tartallegre, ne trovavate ben due su tre pezzi. 

Come anticipato, i prezzi sono abbordabili. Una porzione di verdure viene 3,50 e una di riso uguale o poco meno. Gli snack (Samosa, Pakora, Papad ecc.) stanno a 1 euro al pezzo e i secondi sui 4,50. Tikka e Tandori 3 euro l'uno, scegliete quindi i più grossi. Se vi ci sta, prendete un dessert. A differenza di altri take away indiani milanesi, Shalimar offre un buon numero di dolci e questo spiega  il "Sweet House" sull'insegna, nome comunque pretenziosissimo. I dolci possono farvi impazzire o provocarvi un'irrimediabile repulsione. Sono tutti zuccherinissimi e anche parecchio gommosi, ma che volete farci, sono fatti così. A me piace molto il dolce di cocco, ma pure il Berfi carote (carote, zucchero, latte, cardamomo) non scherza. 

Se passate da Shalimar, sappiate che la digestione non sarà facile. Ma la nostalgia, quella sarà ancora più dura. 




lunedì 17 settembre 2012

BAR CROCETTA


DOVE: Corso di Porta Romana 67 (MM Crocetta), tel. 025450228

QUANTO: panini da € 6 a 13 € (bevande escluse) – prezzi maggiorati di 1 € la sera

PER: mangiatori di sandwich e amanti del teatro (sta di fianco al Carcano)

DA PROVARE: il primo su cui vi cade l'occhio (che potrebbe diventare, eventualmente, un nuovo ingrediente)


Non fatevi ingannare dal nome: Bar Crocetta non è un bar, ma una delle storiche paninoteche di Milano, dove “il panino è arte” (come recita l’insegna del locale). Gestito da Giuseppe e Mario dal lontano (ma nemmeno troppo) 1982, il Crocetta è diventato nel tempo un'istituzione a tutti gli effetti, grazie a quei panini che potete ordinare dalle 11 del mattino fino a mezzanotte inoltrata.
Chi scrive è una milanese doc, che ha frequentato elementari, medie e liceo in una scuola vicina al Bar Crocetta. Bazzicare nel locale a quei tempi era all’ordine del giorno e posso affermare, che, a parte la mia età, quasi nulla è cambiato. Ma non penso sia una nota di merito di cui andar fieri. “Il progresso… sempre tardi arriva!”, dice Alfredo in Nuovo Cinema Paradiso: e il bancone demodé, le pareti da ritinteggiare, i vecchi tavoli e sedie del Bar Crocetta lo sanno bene.

Quando sei studente e hai tutta la giornata davanti, le lunghe attese non sono un problema, ma un'occasione. All’alba dei 30 anni, invece, ogni minuto è prezioso, e sprecare più di un quarto d’ora della tua pausa pranzo per attendere un panino (seppur buono), è davvero troppo. Per portarmi avanti, ho provato a giocare d’anticipo, sfoderando la tattica di ordinare direttamente al bancone, per poi andarmi a sedere: nemmeno questo ha funzionato. Anzi, il cameriere si è pure un po' risentito.

Ma veniamo al dunque: i panini! La lista (contenuta in libroni dai fogli lucidi o forse semplicemente unti) ne totalizza più di 200 con vari ingredienti: dai salumi al pesce affumicato, dai formaggi alle verdure (e in qualche caso anche frutta), fino a salse di ogni tipo. Gli accostamenti sono spesso accompagnati da oli aromatizzati, erbe e spezie che rendono più gordo o più ricercato (decidete voi) il tutto.

La qualità degli ingredienti è senza dubbio il vero plus di Bar Crocetta: il crudo tenero all’osso, il cotto delicato e profumato, la pancetta coppata morbida e speziata. Tutti gli insaccati sono affettati al momento e la freschezza delle materie prime è parte integrante della bontà dei panini. Certo è che tutto ciò si paga. Sia in tempo, sia in euro (con un sandwich mediamente pro, accompagnato da una bevanda che non sia acqua del rubinetto, partono almeno 9 €. Se invece decidete di andarci dopo le 20 e prendere una birra media, calcolate almeno 4 € in più).

Fortunatamente sono accettati tutti i ticket, gli arrotondamenti sono per eccesso (sul buono da 5,16 € alla cassa fanno come se fosse 5,20 € per evitare le fastidiose monetine – o forse per semplificare il calcolo?) e sì, sarete sfamati.
Forse non vi rimarrà il tempo per un caffè, ma per quello ci sono sempre le macchinette automatiche dell’ufficio. 
Se invece vi faranno perdere la Medea, fategli causa. 

venerdì 14 settembre 2012

CHE SCHISCIA: FRITTATA DI RISO

INGREDIENTI

Risotto (perfetto quello avanzato, io avevo una porzione in più di risotto allo zafferano)
2 Uova
Sale
Pepe
Noce moscata
PREPARAZIONE
Prendi il riso e uniscilo alle uova. (Non c'è una dose precisa, l'importante è che l'impasto rimanga particolarmente morbido per far si che si formi la frittata e tenga unito il riso, io ho messo circa 80g di riso e due uova.)
Aggiungi il sale, il pepe e se ti piace la noce moscata.
Infine puoi decidere se mettere altri ingredienti, come del parmigiano, oppure dei dadini di prosciutto cotto o dei piselli.
Metti un filo d'olio nella padella e metti a cuocere la frittata, prima da un lato, poi dall'altro. (Consiglio utile per girare la frittata? Usa un piatto molto largo, oppure il coperchio della padella per appoggiare la frittata dal lato cotto e appoggiarla girata nella padella!)