giovedì 3 maggio 2012

PASTA EAT


DOVE: viale Premuda, 44 – Porta Venezia, tel. 02 87084258

QUANTO: a partire da 10 euro

PER: pastafariani e amanti della pasta. 

DA PROVARE: la pasta!


Confesso che da Pasta Eat ci sono capitata in una pausa pranzo speciale, perché dopo non dovevo tornare in ufficio. Quindi il pranzo è stato davvero rilassante. Un tavolino da quattro sul marciapiede di viale Premuda in un giorno di festa, che escludeva concerto per clacson e tubi di scappamaneto, c’era anche il primo timido sole dopo settimane di pioggia. Sono sicura però che queste condizioni particolari non hanno dolcificato il ricordo del mio piatto di ravioli sardi (ricotta e limone) conditi con pesto e pomodorini.

Il locale confina con California Bakery – che prima o dopo ci decideremo a recensire, probabilmente quando le nonne ci daranno la paghetta per la promozione a manager – ed è sullo stesso stile, un po’ da hipster milanese. Arredamento minimal e di design, con tavolini di legno chiaro e ferro, segnaposto fatti con i numeri dell’ippodromo, cucina a vista e tutti i tipi di pasta esposti nella vetrinetta.

A 9 euro vi aspetta la pasta ripiena con gusti particolari come quella al cinghiale o con salsiccia-verze-patate, ma anche i classiconi (casoncelli, agnolotti, ravioli sardi), invece a 8 euro trovate la pasta fresca: paccheri di kamut, rigatoni al farro – ma anche di grano duro – tagliolini, spaghetti alla chitarra e trofie. Il tutto da abbinare ai sughi del giorno.
Per quelli che in gelateria scelgono cioccolato e limone suggeriamo di chiedere consiglio perché è vero che olio e grana o la dadolata di pomodoro stanno bene ovunque ma non possiamo dire lo stesso del sugo porri, speck e tarassaco o della salsa ai pistacchi.

Tutto buonissimo, non riuscirete a evitare di mettere la forchetta nel piatto altrui.
L’arrivo della cameriera avrà infatti posto fine ai vostri dubbi amletici su che pasta ordinare e con che sugo accoppiarla, ma non avrà cancellato il vostro desiderio per tutte le altre possibili.
Quindi perché rassegnarvi alla monogamia? Agguantate la forchetta e concedetevi un assaggio dei piatti dei vostri commensali. Avrete sempre tempo per pentirvi, la sera in palestra a velocità 8 sul vostro tapis roulant.

Ci siamo concessi anche la cassatina e il caffè. Niente male, proprio niente male. Nell’euforia generale da giorno di ferie – raro come la cometa di Halley – non ho notato se prendessero i miei buoni – non credo – e non mi sono nemmeno lamentata per il conto di 15 euro che in una pausa pranzo normale mi avrebbe fatto invocare tutti le divinità dello shintoismo.



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