venerdì 2 marzo 2012

DAL BAFFO

DOVE: Via Lecco, 3  (mm Porta Venezia), tel. 0229531076

QUANTO: non meno di 10 euro

PER: quando non vedete un futuro

DA PROVARE: gli antipasti a buffet


Il momento migliore per andare Dal Baffo è un soffocante mezzogiorno d’agosto.
Milano è vuota, i vostri colleghi sono in vacanza, i locali chiusi e il supermercato avrà finito le insalate in busta. Troverete pure i barboni in coda alla fontanella della piazzetta.
Però ci sono i giardini Palestro, quelli dove anche l’erba suda, perché tutta la gente si accalca solo nei 4 metri quadri di prato a lato del bar.
Sì, sono lì a un passo, ma è giusto quel passo in più che vi è precluso.
Ecco allora che da lontano vedrete i tavolini del ristorante pizzeria “Dal Baffo”, vi appariranno come un miraggio. L’ombra è garantita da grossi tendoni bordeaux, non ci sono le palme ma una verdeggiante pianta che sfugge alla classificazione latina.
Troverete posto senza prenotare, perché al massimo c’è il temuto piano meno uno che, oltre all’illuminazione a neon, vanta la vicinanza al cesso e vi permetterà di sperimentare l’invisibilità, perché i minuti passeranno senza che nessuno venga a chiedervi cosa desiderate mangiare.

Il menu è sempre uguale, pizze dai nomi consueti (come dimenticare la bufala da 9 euro), primi che accontentano tutti, anche i bambini in età prescolare, e secondi fuoribudget.
La vera incognita è l’antipasto a buffet, decidete voi. Puntare su di lui è quantomeno un modo per ravvivare il pasto con la sfida a chi riempie di più il piattino ovale.
L’evergreen non poteva che essere l’asparago verde fuoristagione. Attenti però ai sottoli, perché hanno la stessa capacità di contaminazione dell’uranio impoverito: anche il salame finirà per avere il sapore dei porcini. Quindi siate oculati anche negli accostamenti non solo nel dar forma alla vostra piramide.
Ora potete tornare a sedervi con i vostri commensali per scoprire che avranno servito come omaggio della casa le polpette di carne del giorno prima e la frittata agli avanzi che voi, di certo, non avanzerete.
Al vostro tavolo si sarà aggiunto anche un compagno fedele, la terrina di crostini all’aglio. Potete tentare in tutti i modi di allontanarla, vista la fiatella ignobile, ma si ripresenterà sempre al centro della vostra tavola. Non c’è soluzione dovete solo accettarla, resterà con voi tutto il giorno.

I camerieri – tutti con accenti che spaziano dal focoso sud del mondo al frigido est – vi decanteranno il menu del giorno, ma non li ascolterete, troppo intenti a controllare la vostra sudorazione e a difendervi dallo smog. Se vi presseranno nell’acme dell’indecisione potrete sempre rifugiarvi nell’insalata, certo costa dieci euro e la caprese è davvero composta solo da un pomodoro e una mozzarella fatti a fette.
Sarà un pasto mesto, staccherete due buoni, ma avrete la soddisfazione di stampare le vostre labbra sul tovagliolo di stoffa.

Per sempre.



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