mercoledì 29 febbraio 2012

ARRIVEDERCI ROMA!

DOVE: via Marcello Malpighi 7 (mm Porta Venezia), tel. 800 031995

QUANTO: menù di mezzogiorno 10 euro (1 piatto a scelta, 1 dolce o frutta, acqua o bibita)

PER: una modesta scrofata

DA PROVARE: Le focacce alla romana, in particolare quelle con polpette al sugo di nonna Matilde (100% limone).







Da Arrivederci Roma si mangia. È vero, il menu prevede un solo piatto e il caffè è addirittura escluso eccetera eccetera. Ma se il mondo delle pause pranzo fosse onesto questo blog non esisterebbe, quindi è inutile discutere. 

Arrivederci Roma! è un localino apparentemente pretenzioso, con grandi bicchieri puliti e un bel po' di trash d'arredamento. Contemplate il grosso cuoco che vi sorride da una delle pareti, e apprezzate la discrezione della gigaforchetta che troneggia alla vostra sinistra una volta varcato l'uscio.  Poi sedetevi e datevi al menu fisso, che quando c'è ed è decente non è male. Si salvano l'acqua e la portata. I dolci sanno di conservante e non vanno giù, e per la frutta bè, auguri. Se vi capitano le arance condite con olio e pepe però non siate diffidenti, vanno giù che è una meraviglia. Per quanto riguarda la pesca invece...


Ma veniamo ai piatti. La scamorza con il crudo e le insalate non sono niente male. Le focacce riempiono per tutto il resto della giornata e appagano. Ogni piattofocaccia è accompagnato da un po' di insalatina e da una manciata di patate al forno molto gustose. Tra le focacce più porche si annoverano quella con le polpette al sugo (sanno incredibilmente di limone, sappiatelo) e quella con porchetta (che però viene servita fredda e per questo motivo potrebbe arrecarvi delusione). I primi sono abbastanza deludenti, sia per quantità che per qualità. Gli gnocchi del giovedì erano insipidi e poco conditi, a differenza del resto in cui il condimento abbonda.


Di Arrivederci Roma! non c'è moltissimo da raccontare. I camerieri sono gentili, il servizio (purtroppo) non riserva particolari stranezze e il livello di freakitudo si mantiene ai minimi storici. Insomma, se passate di lì, fateci un salto, una polpetta non si rifiuta mai.

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