mercoledì 17 ottobre 2012

EPICURE


DOVE: Via Caretto ang. via Pisani – mm Repubblica/Centrale

QUANTO: da 8 euro

PER: bevitori 

DA PROVARE: il piatto del giorno col calice


Dal 15 ottobre Epicure è aperto anche a pranzo, non passano due giorni che siamo lì. Anche perché chi rifiuterebbe un calice di vino a pranzo? Si sa che fa buon sangue.
Il locale dentro è diviso in due ambienti da una fila di librerie nere Expedit di Ikea colme di bottiglie di vino: nel primo trovate la cassa e cibarie regionali (succo di mela, marmellatine, paste di ogni tipo, ...) – è per questo che si chiama emporium – nell'altro piccoli tavolini, ognuno con il nome di un vino.
Il locale era ancora abbastanza vuoto, così abbiamo scelto noi dove piazzarci, dall'amico Brunello. Ovviamente nell'unico punto dove convergevano tutte le correnti d'aria, questo perché da Epicure sono ospitali e hanno sempre la porta aperta.

Il piatto del giorno, filetto di tonno rosso con riso nero e verdurine, ci aveva già convinto, ma il menu stagionale ha tentato di intaccare le nostre certezze, quasi quanto l'ultimo intervento di Bersani. Tra i primi c'erano tagliatelle al ragù, pasta al pomodoro del Cilento e risotto con i porcini – tutti a 7 euro – i secondi invece vantavano filetto al pepe verde, salmone e qualcos'altro che ci è sfuggito, al costo di 10 euro compreso il contorno.
Il piatto del giorno però vinceva su tutto, anche perché includeva un calice di vino. È per questo che quando lo ordini la cameriera prontamente ti risponde "Vi mando subito il sommelier". Tu inizi a titubare, vorresti interromperla e dire "Scusi, scusi ho cambiato idea prendo il risotto di porcini e un'acqua naturale", però non ne hai il tempo. Cerchi di richiamare le tue poche conoscenze in campo enologico – il bianco col pesce? Il rosso con la carne? il Morellino come mi piace e quello col nome strano Trami qualcosa, quello era tanto dolce – quando arriva il sommelier, che è semplicemente il proprietario vestito con un maglione di lana pesante, e ti chiede se vuoi un bianco o un rosso. Noi abbiamo provato il "loro" Chianti e non era niente male. E poi ci sembrava che il tonno rosso si dovesse sposare col rosso.


Tutto buono, attesa breve, piatto scenografico ma anche di sostanza, solamente un po' tiepido. Ovviamente la nostra vena polemica non ha mancato di manifestarsi confrontando le dimensioni del nostro tonno con quello della vicina, in piena atmosfera da spogliatoio maschile di calcio. Il nostro era più piccolo, cazzo!
Piccolezze, la verità è che era da tanto che non gustavamo un pranzo così soddisfacente e quieto, per un attimo ci siamo quasi dimenticati di essere a Milano e di dover tornare al lavoro. Addirittura eravamo rasseganti e quasi bendisposti a pagare in denaro sonante quando con sorpresa abbiamo scoperto che i Sodexo sono benvoluti nonostante l'assenza di cartellino alla porta. E allora che altro dire, torneremo presto per brindare alla vostra.
Ah, e se siete in mood di festeggiamenti lasciatevi tentare dal dolce del giorno accompagnato da un altro minicalice: oggi c'erano Crepes all'amaretto con passito. 5 euro.  



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