giovedì 12 aprile 2012

L'OSTERIA DEL TRENO

DOVE: Via San Gregorio, 46 (MM Repubblica), tel. 026700479

QUANTO: Non meno di 7 euro

PER: veri self-made

DA PROVARE: l’insalata di pasta


Siamo stati per mesi alla larga dall’Osteria del treno. Il loro sito web ci aveva intimorito con il pomposo salone liberty, le file di bottiglie di vini della Borgogna e la Charlotte di pere.
E poi c’è da dire che anche il nostro capo ce l’ha suggerito più e più volte: per questo e per una diffidenza congenita ci tenevamo a debita distanza. Un giorno stanchi delle insalate in busta gli abbiamo concesso una chance.

Innanzitutto dell’osteria ha solo il sottofondo rumoroso, un brusio informe che si insinua nei vostri timpani e accompagna il bolo alimentare nella sua discesa allo stomaco, rendendo indigesto ogni ulteriore conversare. Quindi non date appuntamento qui ad amici che non vedete da anni, a meno che non siano estremamente noiosi.

I frequentatori abituali sono gli impiegati che popolano gli uffici limitrofi, quindi non stupitevi se il brasato sarà accompagnato da un 730 mentre la carne salata verrà servita tra budget, cda e abstract. Forse anche le presentazioni powerpoint prenderanno parte al vostro pranzo.
L’insegna esterna recita “Circolo coop ferrovieri” e riporta ad atmosfere tra-passate di movimenti operai, lotta di classe, pasta e fagioli e risotto con le ortiche. Non troverete niente di tutto ciò e anzi la sorpresa finale sarà che i vostri Sodexo molto proletari resteranno a ingrossare il vostro portafoglio altrimenti vuoto (leggasi anche: non li accettano).

Quando entrate la prima volta il personale vi chiederà “sapete già come funziona?”. In realtà non c’è molto da sapere, se non che pagherete 1,40 euro di coperto e, nonostante ciò, dovrete servirvi da soli. Funziona così: vi mettete in coda, rigorosamente in fila indiana, davanti alla cucina e arrivati face to face con il cuoco filippino ordinerete a lui il vostro pasto. Alla vostra destra un quadretto vi illustrerà le possibilità del giorno. Generalmente la scelta verterà su tre primi (poco meno di 5 euro), cinque secondi (6,70 euro) e altri tre contorni (circa 3 euro). Non c’è la possibilità di fare menu.

È meglio che arriviate già con le idee chiare, magari mandando qualcuno in avanscoperta, una persona dal volto dolce e mansueto che non dia l’idea di voler fottere il posto in fila, eviterete così l’effetto tappo e i conseguenti tentativi di sturamento.
Il cuoco attingerà con un mestolo a un grosso pentolone e vi riempirà il piatto.
Se volete mangiare condito vi conviene accostare un attimo e aggiungere subito sale, olio e affini perché poi sarà troppo tardi. Non siete all’autogrill con un’intera famiglia di bottiglie Carapelli a disposizione, qui l’olio è uno ed è come se avesse la catenella riservata ai cani feroci. Non si può allontanare più di un metro.

I camerieri, che probabilmente si stanno preparando per la prossima Stramilano, vi indicheranno su che tavolo accomodarvi e vi porteranno da bere, poi si trasformeranno in perfetti controllori delle FS, quelli che non ci sono mai quando serve.
Siete all’osteria del treno ma qui non c’è prima o seconda classe, siete tutti nello stesso grande scompartimento. Non crucciatevi, il viaggio non sarà lungo e potete scendere quando volete.

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