mercoledì 23 gennaio 2013

GIANNINO L'ANGOLO D'ABRUZZO



DOVE: Via Rosolino Pilo 20 – mm Porta Venezia

QUANTO: primo 6,50/secondo 8,50.

PER: magnoni

DA PROVARE: tutto!


Vi siete sempre chiesti dove vanno a mangiare tutti quegli uomini in abito grigio, camicia bianca e cravatta, quelli con una bella panzona che prima di entrare al ristorante si allentano la cintura di un buco, che ordinano sempre più di una portata, il caffè e anche il grappino, che salutano il gestare dandogli del tu e parlando degli ultimi risultati del calcio. Bè, quelli vanno da Giannino.
Si accasciano sulla sedia come se arrivassero da Timbuktù a piedi e si gettano sul menu come se fosse l'abbraccio della loro vecchia nonna risorta per l'occasione.
Non stupitevi se la percentuale di donne nel locale non supera il 5% o a volte nemmeno il 3, c'è una logica spiegazione e ve ne accorgerete quando arriverà il vostro piatto: le porzioni. Non sono certo porzioni da femminuccia! I piatti di pasta per esempio sono almeno 150 gr, altro che dieta.
Nel mio immaginario l'Abruzzo è una regione tutta boschi – addirittura con qualche orso bruno – mi sembra quindi più che normale che dopo aver faticato a tagliar pini, cercare funghi e rastrellare il sottobosco sia necessario riacquistare le forze con della gran carnazza, del vino rosso e più in generale con quantitativi generosi. Ed è proprio quello che accade da Giannino l'angolo d'Abruzzo, anche se volendo essere pignoli è più l'angolo di via Melzo.

Il locale è molto piccolo in apparenza, perché vanta delle altre sale che io non sono riuscita a geolocalizzare. Noi abbiamo visto solo degli accoglienti tavoli di legno ricoperti dalle classiche tovaglie a scacchi bianchi e rossi, uno stuolo di camerieri (forse sudamericani) rapidissimi e abilissimi a non incrociare il tuo sguardo, e la superba edera di plastica sulle pareti. Ci teniamo a farvi notare che sul soffitto, quello a pannelli quadrati che tanto ricorda l'aula d'informatica delle medie, l'edera era disposta a spirali, una per pannello.

I piatti proposti comunque sono spesso belli pesi (e non tutti necessariamente abruzzesi), quando ci siamo andati noi abbiamo tentennato tra tagliatelle al ragù e mezzemaniche alla Norma (poi risultate vittoriose!), mentre tra i secondi ha avuto la nostra approvazione la polenta con zola e ragù (abruzzese), anche se l'arista al forno non sembrava niente male.
Appena avrete ordinato non lasciatevi tentare dalle fette di pane che già riempiono il cestino accanto a voi, pazientate un secondo perché vi verrà portato un altro cestino pieno di altrettante fette però colanti d'olio d'oliva. Una manna, che però vi renderà quasi impossibile l'impresa di finire tutto. Per fortuna non dovrete attendere molto, i piatti arriveranno subito.
Le mezzemaniche erano davvero buone, le melanzane belle fritte, il pomodoro dolce al punto giusto e il formaggio impastava il tutto perfettamente. Se non avessi avuto un altro impegno per cena avrei chiesto la doggy bag per portarmi a casa la metà che ho avanzato (non temete a chiederla nessuno strabuzzerà gli occhi o storcerà il naso). Anche la polenta era molto gustosa e la si mangiava con una certa soddisfazione, quella che si ha in rifugio dopo aver salito e disceso le cinque montagne vicine affrontando i pericoli della pista nera.
Peccato che noi avessimo a malapena disceso due rampe di scale.
Se non riuscirete a finire il piatto preparatevi a sguardi interrogativi e a richieste di rassicurazione sulla sua bontà, se invece avete mangiato vi sfidiamo ad alzarvi, ma solo dopo aver chiesto il conto al tavolo, perché qui funziona così, lo dicono i cartelli alle pareti.
Buon pisolino, ne avrete bisogno.

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